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21-LUGLIO - Ciao a tutti i lettori,
sono Andrea, organizzatore del viaggio El Condor 2005; Mancano ormai
pochi giorni alla partenza di questo lungo raid che ci porterà
ad attraversare, con le nostre moto, Il Perù la Bolivia ed il
Cile; attraversando la catena montuosa delle ande e gli aridi deserti
costieri, da Lima fino a Santiago del Cile. La prima pagina di questo
breve diario di viaggio la dedichiamo al prologo; ovvero all'incontro
che si è svolto a Modena il 10 Luglio, durante il quale le nostre
moto sono state "imballate" e preparate per la spedizione
aerea. La prima foto ritrae Paolo sulla sua Gs: si è particolarmente
distinto per la attenta e meticolosa finitura delle protezioni, tanto
da essersi meritato il posto sul carrello ;-) Adesso vi saluto, domani
alle 8.00 mi attende il volo che mi porterà a Lima, dove inizierò
le pratiche doganali per il ritiro delle moto, di modo che tutto sia
a buon punto per l'arrivo del gruppo il prossimo sabato 30 Luglio. Il
prossimo resoconto dalla capitale del Perù, a presto! Andrea
[ Articolo completo ]
30-LUGLIO - ¡ARRIBA PERU'!
Eccomi qua ad aspettare l'arrivo dei nostri eroi in aeroporto. Oggi
e' sabato ed il loro aereo e' atteso per le 17.40. - Ho passato 3 giorni
a girovagare per Lima. E' incredibile come questo luogo riesca ad essere
triste e desolante, coperto perennemente da una inpenetrabile coltre
di nubi, che nelle prime ore del mattino rilascia una fitta pioggerellina
nebbiosa. Sembra un contrappasso, che la nazione che possiede molti
luoghi bellissimi e la piu' completa varieta' di clima e ecosistemi
del pianeta, abbia per capitale una delle citta' piu' brutte della terra!
In ogni caso ho approfittato dei 2 giorni di festivita' (la Fiesta Patria,
per l'indipendenza) per scattare qualche foto in Plaza de Armas, che
per l'occasione e' stata un poco vivacizzata da una moltitudine di bandiere
bianche e rosse. Domani il gruppo si concedera' una giornata di riposo
e di visita, e poi lunedi andremo di corsa a ritirare le nostre moto,
per cosi' iniziare il grande viaggio martedi' mattina
5-AGOSTO - TRASFERIMENTO AD AREQUIPA.
Il giovedi 4 agosto, siamo partiti da Nazca per il lungo trasferimento
verso Arequipa. Prima di partire, gli ultimi 5 interessati hanno fatto
il volo sulle Linee prima delle 8 (impressione non molto positiva anche
in questo caso, probabilmente per nostra sfortuna in questi giorni c'e'
troppa foschia per una buona visione). Quindi verso le 9 ci siamo messi
in movimento, seguiti dal bravo Alfonso della Giardino Tours che ci
seguira' per tutto il Peru' con il pulmino Mercedes Sprinter carico
di tutti i nostri bagagli.
La Panamericana verso sud si e' rilevata meno monotona e priva di interesse
di quanto si prevedeva: la strada segue per molti chilometri la costa
pacifica, che in questo tratto e' estremamente aspra e scoscesa. I quasi
600Km di strada si snodano lungo un percorso molto tortuoso (e piacevole
da percorrere in moto) con continui saliscendi tra baie incontaminate,
montagne, gallerie scavate nella roccia, gigantesche dune a picco sul
mare. Tutto questo oltre che a coinvolgerci nella guida, ha richiesto
un tempo di percorrenza notevole, e siamo arrivati nella bella citta'
coloniale quando il sole era ormai calato da un'oretta. Bellissimo il
panorama delle luci della citta' in lontananza, sovrastate dalla sagoma
scura e maestosa del Vulcano Misti.
Durante la giornata abbiamo registrato un paio di panne per la piccola
Honda 600 di Andrea, il supporto della targa non ne voleva sapere di
stare dritto gia' dai giorni scorsi, e la targa viene continuamente
"mangiata" dalla ruota posteriore, quando la sospensione affonda
per le buche piu' grosse. Infine l'inconveniente ha causato il danneggiamento
della stessa e dello zaino di Andrea; a quel punto abbiamo deciso di
smontare il tutto e di mettere via la targa in attesa di una riparazione
risolutiva.
Fabio anche oggi non si sente molto bene e non ha appetito, speriamo
che la sosta di un giorno ad Arequipa gli permetta un buon recupero.
OGGI AD ARQUIPA. Il giorno di riposo e'
passato nella visita della citta', ricca di chiese e del bel monastero
di Santa Catilina. Il tempo e' ottimo e l'aria frizzante del mattino
ha lasciato velocemente il posto ad un clima primaverile, considerando
che siamo a 2300m di quota.
Ovviamente anche lo shopping ha avuto la sua parte, mentre Fabio e'
rimasto in albergo per cercare di ristabilirsi, visto che da domani
iniziano le tappe piu' impegnative del percorso in Peru', a cominciare
dalla pista che ci portera' al Colca Canyon, passando in alta quota
a fianco del poderoso vulcano Misti
5-AGOSTO - VERSO NAZCA.
Ciao a tutti i lettori, finalmente ritroviamo una postazione internet
che ci permette di aggiornare il diario di viaggio.
Il gruppo di EL CONDOR 2005 e' arrivato a Lima sabato 30 Luglio. La
domenica e' passata in una visita alla citta', con regolare passaggiata
(e foto) a Plaza de Armas.
Dopo le solite lungaggini burocratiche, abbiamo ritirato le moto nella
serata di lunedi 1 Agosto, presso l'Air Cargo di Lima. Martedi' siamo
finalmente partiti con qualche ora di ritardo: purtroppo Mirco infatti
aveva perso il passaporto il giorno prima! Fortunatamente con una serie
di telefonate in Italia e di visite all'ambasciata italiana, siamo riusciti
ad avere il duplicato a tempo di record.
L'uscita da Lima e' stata come sempre attraverso un labirinto di ingorghi
estenuanti e caotici, poi finalmente davanti a nopi si e' dispiegata
la Panamericana Sur, ed in un paio di ore siamo arrivati nella Baia
di Paracas.
Giusto il tempo di posare le valigie nelle camere dell'Hotel Mirador,
poi di corsa con le moto nel bellissimo parco nazionale della penisola,
dove abbiamo messo per la prima volta le ruote fuori dall'asfalto; in
un tramonto rosso e denso di umidita' siamo saliti in cima ad una grande
duna per ammirare lo spettacolo del deserto che si scontra con l'oceano,
uno spettacolo di forza sovrannaturale. Qua la sabbia e' impregnata
dalla salsedine marina, ed e' compatta quasi come terra battuta, ed
e' stato per tutti facile ed emozionante scalare con la moto dune alte
centinaia di metri.
Il giorno seguente, 3 agosto, purtroppo il sole si e' fatto attendere,
e abbiamo affrontato l'escursione alle Isole Ballestas in condizioni
climatiche abbastanza rigide ed impegnative, tenuto conto che abbiamo
percorso 40km in motoscafo. In ogni caso, nonostante il cielo coperto
e l'aria fredda e umida, abbiamo ammirato le bellissime isolette rocciose,
popolate da una incredibile varieta' di abitanti dell'oceano: foche,
leoni di mare, pinguini, pellicani e altri uccelli di ogni specie.
Rientrati a terra, abbiamo velocemente avviato le nostre moto e siamo
ripartiti in direzione sud; sosta pranzo nella suggestiva oasi di Huacacina,
simile ai Laghi Mandara in Libia, e poi in serata siamo arrivati al
tramonto a Nazca, giusto in tempo per 5 di noi per fare il classico
volo in monomotore sulle Linee di Nazca, che si e' rilevato meno interessante
del previsto, forse anche a causa della scarsa visibilita' dovuta all'orario
e all'aria non molto limpida di questi giorni.
Il morale del gruppo e' alto, Fabio pero' lamenta qualche linea di febbre
e disturbi intestinali, causati forse da una zuppa di pollo o dagli
sbalzi di temperatura, ma speriamo in una veloce ripresa
8-AGOSTO - IL CANYON DEL COLCA E YAURI.
IERI sabato 6 agosto, abbiamo lasciato Arequipa, ed abbiamo lasciato
finalmente anche la zona del deserto costiero, per tuffarci nel duro
e grandioso mondo delle Ande. La strada per il Canyon del Colca attualmente
e' stata modificata e segue inizialmente la statale per Puno ed il lago
Titicaca, su buon asfalto. Si arriva brevemente a 4000m di quota, e
le montagne iniziano a ricoprirsi di un tenue strato di erba verde chiaro,
quasi fosforescente. Si entra nella riserva naturale di Aguada Blancas,
e avvistiamo le prime Vigogne, e qualche Lama, dalla pelliccia molto
piu' folta. Lasciamo a questo punto la strada per Puno e iniziamo a
percorrere una stradaccia sterrata piena di buche in direzione di Chivay;
questo perche' il traffico turistico di pulman e furgoncini e'cosi'
intenso da deteriorare in breve tempo il fondo in roccia e terra battuta.
Per i novizi del fuoristrada (Franz, Cristina, Paolo, Andrea) questo
non e certo un buon inizio, ma sopportano pazientemente, distratti anche
da un paesaggio di alta quota fenomenale: siamo circondati da cime vulcaniche
incappucciate di neve. Arriviamo al passo che sovrasta la valle del
colca, a 4800m; la testa gira e si iniziano a sentire in sintomi del
"soroche" il mal di alta quota, nonostante il buon acclimatamento
di 2 giorni ad Arequipa (2300m). La strada nel tratto finale e' di nuovo
asfaltata, ma sarebbe stato meglio di no, dato che e' in completo degrado
e piena di profonde buche. Arriviamo a Chivay per tarda ora di pranzo,
e decidiamo di sfruttare al meglio le ore di luce (qua tramonta alle
6) per percorrere la strada che costeggia il canyon. Il gruppo si sgrana
lungo la splendida vallata: un'arcadia dove villaggi con piccole chiese
bianche si alternano a campi coltivati a terrazze. I contadini stanno
rientrando dalla dura giornata di lavoro con i loro animali, sembra
di essere tornati indietro nel tempo. In mezzo a tutto questo scorre
il fiume Colca, che, dirigendosi verso ovest, progressivamente sprofonda
sempre piu' in basso, fiancheggiato da pareti montuose a precipizio
che prendono il posto dei campi e dei villaggi. Il culmine di tutto
questo lo vediamo alla Cruz del Condor, dove arriviamo in gruppo ridotto
di 4 moto, dato che gli altri hanno preferito procedere con maggiore
calma. La Cruz del Condor e' una piazzola dalla quale si puo' ammirare
un precipizio di 1300m verso il basso, e vette di oltre 6000m intorno
a noi, costellate di ghiacciai color turchese...
Dopo tanto spettacolo, rientriamo al tramonto a Chivay, per poi spostarci
nel vicino villaggio di Coporaque, dove ci attende il confortevole hotel
Mamayacchi. La serata termina con una ottima cena e una tazza di mate
fumante davanti al camino della hall, ma purtroppo il soroche non demorde
e ha rovinato un po' la festa specialmente a Franz, Cristina, Massimiliano
e Marilena. OGGI Domenica 7 agosto, abbiamo lasciato lo splendido hotel
Mamayacchi di malavoglia, molti di noi si sarebbero trattenuti in questo
vallata paradisiaca almeno un'altra giornata. Ma altre avventure ci
attendono: torniamo a Chivay, riempiamo i nostri serbatoi e ci procuriamo
nache una tanica da 5 galloni supplementare; e poi alle 9 del mattino
iniziamo a percorrere la vecchia pista per Yauri. La strada ha il fondo
roccioso e ancora un po' sconnesso, ma in compenso non incontriamo anima
viva per chilometri e chilomentri, siamo entrati in una zona totalemente
al di fuori delle rotte del turismo di massa. Percorriamo suggestivi
valoni rocciosi e saliamo su passi di 4500m che non sono neanche segnati
sulle mappe, poi incontriamo nuovamente il fiume Colca che si apre la
sua strada in una valle maestosa. Quando ci fermiamo per le soste veniamo
avvolti da un silenzio surreale al quale non siamo abituati, rotto solo
dal soffio del vento. Dopo il villaggio di Subayo passiamo il fiume
su un ponte di ferro, e po saliamo ancora fino ai 4900m e poi corriamo
su di un altopiano stepposo a 4500m, popolato solo da qualche gregge
di alpaca. A questo punto il sole ci abbandona e le nuvole lasciano
cadere qualche minaccioso fiocco di neve, la temperatura e' calata a
10'C. Fortunatamente siamo quasi in vista della nostra meta di oggi,
e' ora di pranzo, trangugiamo in fretta qualche panino e un sorso d'acqua,
e per le 2,30 entriamo nella citta' di Yauri-Espinar. Questa e' una
citta abitata quasi esclusivamente dalla etnia originaria Inca.. e noi
siamo probabilmente tra i primi turisti a visitarla, e sicuramente i
primi motociclisti! Veniamo osservati, da uomini e donne nel tipico
costume variopinto, come fossimo dei marziani sbucati dalle nuvole,
mentre cerchiamo il nostro albergo, l'hostal Plaza, che si rileva essere
meno spartano del previsto, con camere doppie ed acqua calda. Una bella
doccia e poi ci dirgiamo verso la zona del mercato domenicale, molto
animato e pieno di odori e colori; a questo punto pero' un vero e propeio
acquazzone pone bruscamente termine alle nostre escursioni, ed e' l'occasione
buona per rifugiarsi in un modesto ma fortunatamente funzionante internet-cafe'
per scrivervi questo diario!
La serata, dalla temperatura estremamente rigida, si conclude attorno
ad un tavolino, in una piccola e spartana locanda, con tazze fumanti
di mate di coca, mentre molti di noi combattono ancora il soroche..
e' il nostro momento di autentica esperienza della vita sulle Ande,
senza le edulcorazioni dei circuiti turistici.
9-AGOSTO - VERZO CUZCO. IERI lunedi' 8
agosto, abbiamo lasciato Yauri-Espinar con l'aria ancora umida di pioggia
e le nuvole che ancora non lasciavano spazio ai raggi solari. La tappa
prevedeva un tratto iniziale ancora sterrato fino a Sicuani, per poi
lasciare il posto all'asfalto fino al Cuzco. La giornata si sarebbe
rilevata interessante e piacevole, se non fosse per uno spiacevole inconveniente
verificatosi a pochi Km dalla conclusione! Il primo tratto fino a Sicuani,
di circa 100Km, ha presentato paesaggi spettacolari e multicolori. Il
cielo presto si e' ripulito e un bel sole splendente illuminava splendide
vallate punteggiate di piccoli villaggi di agricoltori e pastori, l'erba
secca appena bagnata risplendeva di giallo-ocra, in contrasto con il
rosso cupo della terra umida della pista. Dopo un passo a 4300m improvvisamente
si stagliava il panorama del Lago di Langui, dopo il quale per una stretta
gola siamo arrivati a Sicuani, giusto in tempo per la pausa pranzo.
Il piccolo paese, che si trova sulla statale Cusco-Puno, si e' notevolmente
animato all'arrivo dell'insolito gruppo di moto italiane, e mentre parcheggiavamo
nella piazza centrale siamo stati perfino intervistati da giornalisti
della radio e del quotidiano locale.
Un buon pranzo in un ristorantino, e poi di nuovo in marcia, sullo scorrevole
asfalto che costeggia la ferrovia verso il Cuzco. Tutto sembrava procedere
senza problemi, ed eravamo in vista della capitale dell'impero Inca
gia' nel primo pomeriggio quando.. a 20Km dall'arrivo incontriamo dei
lavori in corso, degli operai stanno dipingendo le strisce stradali,
il traffico in senso contrario al nostro e' stato fermato, ma ecco sopraggiungere
una piccola corriera, che, evidentemente senza freni, non riesce ad
arrestarsi in tempo, e per non tamponare la fila di auto in attesa invade
la nostra corsia!! A farne le spese sono Franz e Cristina con la loro
BMW, che non riescono ad evitare l'impatto con il muso della corriera.
Fortunatamente, nella sfortuna, la moto riporta solo dei graffi e un'ammaccatura
allo scarico, mentre il pilota ed il passeggero se la cavano con qualche
contusione. Soprattutto Franz, che ha urtato con il ginocchio il paraurti
della corriera. Viene chiamata la polizia, si procede con verbali, controllo
in ospedale, e varie trafile burocratiche; ma la speranza di venire
risarciti del danno e' pressoche' inesistente, dato che i mezzi in Peru'
circolano senza assicurazione contro i danni materiali dei veicoli.
In serata tutto il gruppo comunque arriva all'hotel Rumi Punku, nel
centro del Cuzco, e la moto viene recuperata. Franz ha il ginocchio
gonfio, con un bell'ematoma, ma fortunatamente dovrebbe trattarsi di
una contusione non grave; per lui cena a letto e riposo, mentre il resto
del gruppo passa la serata tra una pizza ed una passeggiata nella splendente
Plaza de Armas.
OGGI martedi' 9 agosto, giorno di riposo
e di visita turistica dell'"ombellico del mondo", il Cuzco.
Lasciamo il povero Franz convalescente a letto; e' meglio che per almeno
un giorno non si muova: il ginocchio fortunatamente pare essersi sgonfiato,
e con un po' di fortuna nei prossimi giorni anche il dolore dovuto alla
contusione dovrebbe passare.
Il resto del gruppo si e' sparpagliato per la citta'. Il Cuzco offre
numerose chiese, monasteri e musei da visitare, ed inoltre le famose
fondamenta e muraglie di epoca incaica, costituite da singoli blocchi
perfettamente incastrati, uniche vestigia dell'impero Inca sfuggite
alla furia devastatrice dei conquistadores.
Oltre alla parte prettamente turistico-monumentale, noi abbiamo preferito
dedicare una buona parte della giornata alla esplorazione della parte
piu' "popolare" del Cuzco, che si estende sulle colline a
nord-ovest della Plaza de Armas, con una passeggiata all'interno del
Mercado Central, ricco di mercanzie di ogni genere, in un caleidoscopio
di colori ed odori.
Non possiamo fare a meno di constatare che il Cuzco si e' trasformata
ormai in una capitale del turismo internazionale e multietnico, con
tutto quello che ne consegue, si in positivo che in negativo. Il luogo
e' diventato un contenitore di culture diverse, affascinante quanto
si vuole, ma non piu' originale ed integro. ad ogni angolo della citta'
si possono trovare ristoranti che servono pizze italiane, assieme a
piatti messicani e sushi giapponese; in Plaza de Armas si puo' trovare
il famoso locale "Mama Africa", originario di Citta' del Capo..
molti di noi a tratti rimpiangono la poverta' e sobrieta' di Yauri-Espinar.
11-AGOSTO - VALLE SAGRADO. IERI mercoledi'
10 Agosto,
Per un giorno abbiamo lasciato in albergo i caschi, le giacche polverose,
gli stivali infangati, e ci siamo trasformati nei classici "turisti
per caso" in visita alla Valle Sacra degli Inca. Ci siamo imbarcati
infatti nel confortevole pulmino Mercedes Sprinter che ci sta seguendo
da Lima, trasportando finora soprattutto i nostri bagagli ed i ricambi
delle moto.
Circa a nord del Cuzco scorre il fiume Urubamba, il cui corso e la valle
circostante sono considerati l'epicentro della civilta' Inca. Ogni villaggio
infatti custodisce le rovine di antiche citta' che facevano da corollario
alla capitale poco distante: Pisac, Calca, Urubamba, Ollaintaitambo,
e, ancora piu' a valle la mitica Macchu Picchu. Siamo quindi partiti
di buon'ora per un classico circuito ad anello. Nell'aria fresca e limpida
del mattino abbiamo subito visitato la fortezza Sacsaihuaman, che domina
il Cuzco, costruita con i caratteristici blocchi di pietra di grandi
dimensioni perfettamente incastrati. Poi il vicino tempio Q'quoi e la
sorgente di Tambo Machay. Ci siamo quindi diretti verso la valle sacra,
per visitare quello che forse e' il sito archeologico piu' affascinante
e scenografico del Peru', insieme al Macchu Picchu: le rovine di Pisac.
Queste sorgono sul ripido fianco nord della valle sacra, e sono costituite
da un colossale sistema di terrazze e da un complesso sistema di abitazioni.
Ci siamo concessi una lunga passeggiata, estasiati dagli strepitosi
panorami che circondano questo sito. Di seguito siamo scesi a valle
nell'odierno villaggio di origine spagnola, dove la pittoresca piazza
centrale ospita un tradizionale mercato di prodotti artigianali ormai
dedicati ai visitatori stranieri. Inevitabile la pausa dedicata allo
shopping, preceduta da uno spuntino a base di empanadas appena sfornate.
Nel pomeriggio ci siamo diretti alle straordinarie Saline di Maras:
in una stretta vallata circondata da vette innevate sorge da epoca incaica
un ingegnoso sistema di vasche che sfruttano una sorgente di acqua salmastra
per produrre sale alimentare; questo sistema rappresenta l'unica salina
al mondo in alta quota, ed e' tuttora attiva da oltre 500 anni! Al tramonto
infine ci godiamo i colori rosati e arancio che colorano i muri e la
candida chiesa del villaggio di Chinceros, prima di rientrare stanchi
e soddifatti nella valle del Cuzco, illuminata dalle migliaia di luci
della antica metropoli.
13-AGOSTO - VERSO IL LAGO TITICACA. IERI,
venerdi' 12 agosto, a malicuore lasciamo il mitico Cuzco, l'ombellico
del mondo, non senza prima scattare la rituale foto di gruppo in Plaza
de Armas. Il giorno precedente, giovedi' 11 agosto, e' interamente trascorso
nella classica visita organizzata al Macchu Picchu, dove oltre ad ammirare
lo splendore delle rovine e del paesaggio, non abbiamo potuto fare a
meno di notare come il costo del tour (135$ a persona!) sia decuplicato
da quando il treno (unico mezzo che raggiunge la stretta valle di Agua
Calientes) e' stato acquistato da una societa' francese, senza alcun
benificio per la popolazione locale e per i passeggeri. Difatti al ritorno
il vecchio locomotore si e' guastato, lasciandoci al buio nei vagoni
per oltre un ora! Il gruppo e' rientrato al Cuzco alle 10 di sera con
oltre 3 ore di ritardo rispetto a quando promesso dagli sgargianti depliants.
Tornando alla tappa di ieri, abbiamo ripercorso la strada S3 per Puno
fino a Sicuani, per poi proseguire ancora a sud verso il lago. Dopo
circa 30Km da Sicuani si raggiunge il passo Abra Apacheta a 4335m di
quota, contornato da vette innevate. Una piccola sosta al passo per
mangiare un'empanada e vedere il mercatino spontaneo sul bordo della
carreggiata, e poi di nuovo in marcia verso Juliaca. Dopo il passo viaggiamo
sopra di un altopiano a circa 4000m di quota; cielo azzurro che fa da
contrasto ad un terreno ondulato e giallo di erba secca, con qualche
laghetto e vacche e lama al pascolo. Arriviamo in Juliaca, citta' anonima
agricolo-industriale e mangiamo un piatto di caldo de gallina (minestra
di pollo) in un piccolo locale dove si raduna una moltitudine di persone
a scrutare gli strani commensali. Nel primo pomeriggio finalmente si
dispiega davanti a noi l'azzurra distesa d'acqua del Titicaca, il lago
dove si dice sia nata la civilta' Inca. superiamo Puno, caotico e brutto
centro sorto intorno al porto "internazionale" (si puo' andare
in Bolivia via mare) e raggiungiamo il piccolo villagio di Chuquito
ed il nostro hotel. Qui la quiete e' assoluta ed il lago a pochi passi,
ne approfittiamo per scattare belle foto al tramonto
15-AGOSTO - LAGO TITICACA, COPACABANA.
IERI, sabato 13 agosto 2005, la mattinata e' trascorsa nella visita
delle isole "galleggianti" degli Uros, costruite ammassando
numerosi strati di canne lacustri fino a costituire una base galleggiante
sulla quale costrire le capanne. Queste isole artificiali si trovano
al largo di Puno, e l'ingegnoso sistema venne escogitato dalla popolo
Uros per sfuggire agli attacchi dei vicini Quechua e Aymara, ma questo
popolo che viveva di pesca galleggiando sopra il lago non sfuggi' alla
devastazione dei colonizzatori spagnoli, e al giorno d'oggi le isole
sono state fedelmente riprodotte per l'interesse dei turisti, e sono
abitate da persone originarie della terraferma. Al rientro a riva abbiamo
fatto un veloce spuntino al nostro albergo, e poi siamo partiti in direzione
del confine boliviano. Dopo circa 110Km si arriva al posto di frontiera
di Kasani, un valico secondario molto tranquillo dove i militari peruviami
si sono messi a chiaccherare amabilmente con noi, lasciando fotografare
anche la postazione di frontiera (cosa generalmente vietatissima). Le
formalita' doganali peruviane e boliviane sono state inaspettatamente
veloci (ma non prive della richiesta di un piccolo "contributo"
monetario, da entrambi i lati) e per il tramonto eravamo in arrivo a
Copacabana. Questa piccola citta' sul Titicaca possiede due attrattive
fondamentali: la splendida baia che, per quanti non lo sapessero, ha
dato origine al nome della ben piu' nota spiaggia brasiliana; e la candida
cattedrale della Virgen del Candelario, che sarebbe un a chiesa francescana
come molte altre se non si distinguesse per una particolare pratica
liturgica: la benedizione di automobili, autocarri, e quant'altro si
muova su strada su 4 ruote!
OGGI, Domenica 14 agosto, dopo la colazione nel panoramico Hostal la
Cupula, andiamo subito verso la piazza centrale per verificare di persona
questa insolita pratica liturgica. Alle 9 del mattino troviamo gia'
una colonna di automezzi che punta verso la piazza, la cui coda si perde
verso la periferia. Arrivati di fronte alla bella cattedrale intonacata
di bianco, che si staglia efficacemente nell'azzurro del cielo, assistiamo
a tutto il rito. Le auto dapprima vengono "addobbate" con
fiori, nastri colorati, decorazioni multicolori di ogni genere ed un
profluvio di coriandoli, che si attaccano ai parabrezza bagnati si vino,
spumante e coca-cola. Numerosi mortaretti vengono esplosi in segno di
festa e tra le auto in prima fila si aggirano frati e suore con braceri
di incenso ed acqua santa. Ogni auto viene diligentemente "battezzata"
ed i proprietari si fanno immortalare orgogliosi in fotografia, prima
di ripartire verso casa sicuri della protezione assicurata dal rito.
Questa pratica e molto apprezzata e famosa, ed attira automobilisti
da tutta la Bolivia e dal Peru', ed con tutta evidenza si tratta di
un fenomeno di sincretismo religioso che affonda le radici in chissa'
quali pratiche sciamaniche precolombiane. Non sappiamo pronunciarci
sulla sua efficacia, paragonata alle nostre revisioni periodiche in
motorizzazione, ma sicuramente viene maggiormente apprezzata dai diretti
interessati!
Dopo questa esperienza, ci siamo imbarcati su di una lenta pilotina,
che in un paio d'ore ci ha portato sulla vicina Isla del Sol, la isola
sacra degli Inca, dove la leggenda vuole siamo originati i primi antenati
del popolo che conquisto tutte le Ande. Ancora una volta constatiamo
la notevole somiglianza degli scenari con le isole greche. Il clima
secco e assolato, in combinazione con l'effetto termoregolatore del
lago, favoriscono una vegetazione molto simile alla macchia mediterranea;
le acque ed il cielo azzurri fanno il resto, solo che qui siamo a 3800m
di altitudine, e all'orizzonte troneggia la Cordigliera Real con vette
oltre i 6000m, con un effetto di contrasto notevole e difficilmente
spiegabile, sembra di vivere all'interno di un colossale fotomontaggio.
Dopo una bella passeggiata sulle alture dell'isola, ci reimbarchiamo
e facciamo ritorno a Copacabana, giusto in tempo per assistere ad un
memorabile tramonto nella baia.
16-AGOSTO - LA PAZ . OGGI, Lunedi' 15 agosto
2005, Abbiamo lasciato Copacabana alla volta di La Paz, la piu' grande
citta' boliviana, capitale effettiva della nazione, anche se sulla carta
il titolo spetta a Sucre. La strada asfaltata lascia la piccola Copacabana
per percorrere una stretta penisola, che si addentra nel lago Titicaca
regalandoci altri stupendi panorami dall'alto dei 4100m sui quali si
snoda. La penisola termina di fronte ad uno stretto istmo che la separa
dalla sponda settentrionale del lago, dove la nostra strada riprende
verso La Paz. Per superare il canale, sono all'opera numerose piccole
chiatte, una delle quali trasporta tutte e 8 le moto in mezz'oretta
e per pochi bolivianos. Superto il pittoresco ostacolo, la nostra marcia
riprende spedita, su un percorso piu' scorrevole che taglia la pianura
che precede la periferia di El Alto, ma quando il nostro arrivo sembrava
essere in largo anticipo sulla tabella di marcia, la moto di Florian
e Martina fora la ruota anteriore. In breve smontiamo la ruota e si
scopre un brutto taglio sul fianco del copertone, che impedisce una
riparazione rapida con i kit tubeless. Carichiamo la ruota sul nostro
pulmino di assistenza e troviamo un gommista nel vicino villaggio, che
aggiunge la camera d'aria dopo non poche difficolta' (da queste parti
i pneumatici tubeless e le ruote delle grosse BMW sono in pratica sconosciuti).
Rimontiamo il tutto e si riparte; raggiungiamo El Alto, il quartiere
povero di La Paz, verso le 13 e dopo poco ci fermiamo ad ammirare l'inquietante
scenario della metropoli che si distende lungo una vallata che parte
dai 4000m dei quartieri poveri fino ai 2300 delle ville residenziali,
unico caso al mondo dove i ricchi stanno in basso!
Nel pomeriggio passiamo dagli uffici della Toñito Tours, dove
confermiamo tutto il programma del tour nei Salares, e poi ci dedichiamo
alla visita del centro storico fino al tramonto, con l'immancabile puntata
al Mercato delle Streghe
17-AGOSTO - VERSO POTOSI - IERI martedi
16 agosto 2005, e' stata una lunga giornata di trasferimento verso Potosi',
la antica capitale dell'argento. Tutto il percorso di quasi 600Km e'
al giorno d'oggi asfaltato; la parte iniziale da La Paz fino ad Oruro
si snoda attraverso lunghi rettilinei in un paesaggio desertico ed un
po' monotono. Inoltre le temperature su questo altopiano sono usualemte
molto rigide, ed infatti anche ieri, sonostante il sole splendente,
abbiamo viaggiato con 12'C in media. Dopo Oruro, una caotica citta industriale,
ci si avvicina alla regione dei Salares, e si costeggia la laguna di
Popoo, traendo una prima impressione delle immense distese di sale che
troveremo piu' vavanti dopo Uyuni.
Dopo un breve pranzo nel piccolo villaggio di Challapata, siamo ripartiti
alla volta di Potosi'. Nel pomeriggio il tipo di percorso e' cambiato
completamente, offrendoci panorami entusiasmanti della regione montuosa
a sud di Potosi'. Roccie multicolori, terra rosso intenso, canyons e
precipizi da brivido.
Siamo arrivati nel secondo pomeriggio nella bella riserva della Hacienda
Cayara, una specie di agriturismo in una antica villa coloniale della
fine del 1600. La chiaccherata intorno al caminetto del salone dopo
la cena a base di prodotti locali sarebbe stata un ottimo finale di
giornata, ma la sfortuna e la tipica indolenza dell'animo boliviano
hanno voluto la loro parte. L'autista del minibus che trasportava tutti
i nostri bagagli non aveva la minima idea di dove si trovasse la hacienda
(come aveva invece promesso) e' anziche mettersi in cerca dei propri
clienti, se n'e' tranquillamente andato a letto a casa sua a Potosi',
con tutte le nostre valigie! Dopo lunghe ricerche siamo finalmente riusciti
a riavere il nostro guardaroba solo a mezzanotte.
OGGI Mercoledi' 17 agosto, il sole e' sempre
splendente, e siamo a passeggio per Potosi', inaspettatamente invasa
da migliaia di studenti per la festa di inizio anno scolastico. La antica
metropoli, che 200 anni fa rivaleggiava per grandeur e ricchezza con
New York e Parigi, ci ha offerto la visione di strade costella te di
vecchi palazzi dai balconi multicolori, la Casa de Moneda, ove si accumulavano
le inaudite quantita' di argento estratto dal vicino Cerro Rico (al
prezzo di milioni di Indios morti nei cunicoli delle miniere, e diverse
chiese barocche, a cominciare dalla cattedrale. In serata e' previsto
il rientro alla Hacienda Cayara, dove di rilasseremo per un'alta notte
in attesa della faticosa tappa verso Uyuni, completamente su sterrato.
18-AGOSTO - OGGI giovedi' 18 agosto, abbiamo
percorso una delle piu' belle tappe del viaggio El Condor 2005. La bellissima
pista Potosi-Uyuni ci ha impegnato per la intera giornata. Quella che
abbiamo affrontato e' una delle piu' belle strade delle ande e del sudamerica.
Lungo i 220Km del percorso si sono dipiegati davanti a noi paesaggi
di sfolgorante bellezza, e la sottile striscia sterrata ci ha riservato
sempre nuove sorprese ad ogni curva. Abbiamo suddiviso la tappa in due
parti per lasciare alle foto scattate oggi il compito di dare una dimostrazione,
solo parziale, di tutto questo.
Nel secondo pomeriggio siamo arrivati ad
Uyuni, giusto in tempo per una vista al cimitero delle locomotive, che
un secolo fa facevano la spola con la costa pacifica trasportando il
prodotto delle miniere boliviane. Ci prepariamo ora ad affrontare la
traversata dei salares e del deserto di alta quota che ci impegnera'
per i prossimi 3 giorni. L'appuntamento con il diario di viaggio e'
a San Pedro de Atacama, dove torneremo ad avere un collegamento con
la rete Internet.. Arrivederci!
19-AGOSTO - VERSO UYUNI (II). La bellissima
pista Potosi-Uyuni ci ha impegnato per la intera giornata. Quella che
abbiamo affrontato e' una delle piu' belle strade delle ande e del sudamerica.
Lungo i 220Km del percorso si sono dipiegati davanti a noi paesaggi
di sfolgorante bellezza, e la sottile striscia sterrata ci ha riservato
sempre nuove sorprese ad ogni curva. Abbiamo suddiviso la tappa in due
parti per lasciare alle foto scattate oggi il compito di dare una dimostrazione,
solo parziale, di tutto questo.
Nel secondo pomeriggio siamo arrivati ad
Uyuni, giusto in tempo per una vista al cimitero delle locomotive, che
un secolo fa facevano la spola con la costa pacifica trasportando il
prodotto delle miniere boliviane. Ci prepariamo ora ad affrontare la
traversata dei salares e del deserto di alta quota che ci impegnera'
per i prossimi 3 giorni. L'appuntamento con il diario di viaggio e'
a San Pedro de Atacama, dove torneremo ad avere un collegamento con
la rete Internet.. Arrivederci!
22-AGOSTO - VERSO SAN PEDRO DE ATACAMA
- IERI, Domenica 21 agosto 2005, dopo la faticosa giornata di sabato,
ci prepariamo all'ultimo sforzo prima della agognata meta di San Pedro.
Lasciamo la Laguna Colorada con le sue bellissime sfumature rosa verso
le 8.00. La temperatura e sempre rigida, ma fortunatamente meno inclemente
del previsto (quassu' si possono registare anche -20 gradi all'alba!).
Lasciamo la valle della laguna, a 4500m, ed iniziamo a salire verso
il Passo del Condor, ben oltre i 5000m.
Prima, un breve deviazione di 10Km per raggiungere la postazione mineraria
di Apacheta. dove ha sede la stazione doganale dove facciamo timbarare
i documenti delle moto per passare in Cile.
Raggiungiamo il passo del Condor, il punto piu' alto del nostro lungo
viaggio, verso le 10.30, a 5300m circa di altitudine. Una veloce sosta
per ammirare il paesaggio ormai privo di qualsiasi froma di vita, sembra
di essere sbarcati su Marte.
Il tole-ondulee non ci abbandona, anche se la pista pare in condizioni
leggermente migliori rispetto al giorno prima. Discendiamo in altre
ampie vallate, occupate da nuove spettacolari lagune, una delle quali
ospita addirittura una piccola sorgente termale, dove vediamo qualche
intrepido turista azzardare il bagno, sferrzato dal vento gelido.
Finalmente, verso le 12.00 raggiungiamo la valle della Laguna Verde.
Questo luogo, sferzato dai venti di rotazione terrestre e dalle correnti
provenienti dal Pacifico che corrono verso l'Atlantico, segna il confine
tra Bolivia e Cile. Una rapida foto alle gelide acque verde smeraldo
e alla imponente mole del Vulcano Licancabur, che domina la laguna con
in suoi 5900m scarsi, e poi scorriamo veloci verso la piccola postazione
militare Boliviana. Oltre la sbarra una targa ci da il benvenuto in
Cile. Salutiamo calorosamente i due bravi autisti e la cuoca Rosa Maria,
mentre attendiamo il pick-up inviato dall'hotel Tambillo di San Pedro.
Carichiamo i bagagli ed entriamo in Cile. Una lunghissima discesa di
30km, perfettamente asfaltata, ci fa scendere nel deserto di Acatama.
Passiamo in pochi minuti da quasi 5000m ai 2300m dell'accolgiente e
turistico villaggio di San Pedro. Ci spogliamo ai 28 gradi, mentre passiamo
le lunghe e burocartiche formalita' doganali cilene, ormai l'impresa
e' compiuta e la candida chiesa di San Pedro ci da il benvenuto al nostro
"rientro" sulla terra.
22-AGOSTO - LAGUNA COLORADA - 2 GIORNI
FA, sabato 20 agosto 2005, e' stato il giorno piu' lungo e difficoltoso
dell'intero viaggio. 200Km di pista spesso tormentata dal tole-ondulee,
e alle prese con problemi meccanici e di salute. La mattina il risveglio
a San Juan ci vede intirizziti dal freddo. Abbiamo dormito nei sacchi
a pelo, il rifugio non e' ovviamente riscaldato e all'alba fuori ci
sono almeno 10 gradi sottozero!
Riscaldiamo le moto al sole, e verso le 8.30 ci mettiamo in marcia,
nel frattempo la temperatura e' salita a 3 gradi, e via via durante
il giorno diventera' sempre piu' mite. Dopo circa 20Km pero' Andrea
si ferma con la sua Honda 600. Non si sente per niente bene e gli gira
la testa, probabilmente ha problemi di digestione causati dal gran freddo
della notte. Si sdraia al sole per qualche minuto e poi si rimette in
marcia, ma soffrira' per tutto il resto della giornata, fino a non poter
piu' guidare.
Per il momento, proseguiamo immersi in paesaggi tanto ostili quanto
spettacolari, grandi distese di steppa rocciosa si alternano a canyons,
formazioni rocciose erose dal vento, vallate percorse da piccoli ruscelli
che ridonano verde e vita al terreno riarso. E' difficile immaginare
un territorio piu' inospitale di questo, eppure ogni tanto si incontrano
piccoli villaggi che vivono dei magri frutti della terra e dei greggi
di lama che ogni tanto vediamo pascolare i piccoli ciuffi di erba secca.
Proprio quando stiamo per fermarci per la sosta pranso, in una piccola
valle con un torrente, Paolo scivola su una pietra con la sua grossa
Bmw. L'urto e' abbastanza forte, e a farne le spese e' il motore: il
coperchio delle valvole del cilindro di destra si rompe e l'olio fuoriesce
copiosamente. Ci raduniamo intorno alla moto "ferita" e valutiamo
il danno; la crepa nel metallo non e' molto grande ed e' accanto ad
una vite di tenuta. Mentre alcuni di noi si sfamano con un panino, gli
altri si danno da fare e soprattutto con la maestria di Florian e Fabio
si riesce a riparare il coperchio con della colla tipo "acciaio
liquido". Possiamo ripartire, ma abbiamo perso un paio d'ore; dobbiamo
procedere con cautela per evitare ulteriori incidenti, ma al contempo
tenere d'occhio l'orologio perche' le ore di luce che ci restano sono
poche, dobbiamo percorrere ancora 100Km di pista, e al calar del sole
la temperatura precipita nuovamente!
Tutto il pomeriggio trascorre con il cronometro alla mano, che spesso
purtroppo ci distrae dallo spettacolo della natura che ci circonda.
Costeggiamo una laguna salata dalle aque bianco-grigie dove troviamo
uno stormo di fenicotteri dai bellissimi colori rosa acceso. Poi la
pista inizia a scavalcare una lunga serie di grandi ondulazioni in un
immenso altopiano rossastro. Il terreno e un misto di sabbia e piccole
roccie, la pista si suddivide in una serie di percorsi paralleli, creati
dai guidatori per sfuggire al micidiale tole-ondulee, ma con scarsi
risulati per noi: ogni traettoria ci condanna comunque ai continui sobbalzi,
e si procede molto lentamente, troppo rispetto al sole che cala inesorabilmente.
A 40Km dalla nostra meta Andrea non ce la fa piu'; stremato dalla nausea
e dalla fatica, deve abbandonare la moto e salire a bordo della jeep
insieme alle passeggere, che in questi giorni non possono viaggiare
sulle moto con i loro compagni.
Finalemente, quando l'oscurita' e' orami calata da oltre mezzora e il
termometro sta scendendo sottozzero, gli ultimi dei 7 motociclisti supersiti,
intravedono le fioche luci del rifugio di Laguna Colorada. Sul grande
lago salato dalle acque rosa-arancio si staglia la luna piena, mentre
noi ceniamo nel grande ma inospitale e sporco rifugio. Manca l'acqua
nelle latrine, dobbiamo cenare nel corridoio antistante alle camerate
da 6-8 letti. Dopo cena poi, il capogruppo tornera' indietro con un
Toyota ed i due autisti a recuperare la Honda abbandonata nel deserto.
Fortunatamente, grazie alla grande esperienza e orientamento di questi
ultimi, riusciamo ad individuarla e recuperarla nell'oscurita verso
le 10.00 e a fare ritorno in rifugio prima della mezzanotte.
22-AGOSTO -SALAR DE UYUNI - Finalmente
a San Pedro de Atacama ritroviamo una postazione internet per aggiornare
il diario di viaggio, raccontandovi i 3 lunghi giorni della traversata
del deserto di alta quota boliviano, che ci hanno duramente impegnato
in un lungo percorso fuoristradale di quasi 600Km.
3 GIORNI FA, venerdi' 19 agosto, abbiamo lasciato Uyuni. Finalemnte
dopo lunghi preparativi le nostre 2 jeep di assistenza Toyota Landcruiser
sono pronte, cariche di tutti i nostri bagagli, viveri e benzina per
le moto.
Alle 11.00 usciamo dal piccolo centro di Uyuni, e ci inoltriamo lungo
una pista sabbiosa verso il grande lago prosciugato detto Salar de Uyuni.
Questo e' il maggiore di una serie di depositi salini che in epoche
geologiche antecedenti costituivano il fondale di un grande mare interno,
che si estendeva dalla costa di Uyuni fino all'attuale Lago Titicaca.
Quella che si para ai nostri occhi oggi e' invece una immensa e suggestiva
distesa di sale candido come neve, sul quale possiamo viaggiare con
le nostre moto. Dopo una breve visita alla zona delle saline (dove parte
del sale viene raccolto e venduto) e all'Hostal de Sal (costruzione
un tempo adibita ad albergo, interamente costruita con mattoni di sale),
ci dirigiamo infatti verso il centro del lago. La sensazione che si
prova a guidare su questa distesa perfettamente levigata, circondata
da lontani orizzonti di montagne e vulcani, e' particolare e ricorda
il volo di un'aereo. Dopo circa 100Km di "volo" arriviamo
alla famosa "Isla do Pescado" una formazione rocciosa che
emerge dal sale come una vera e propria isola e la cui forma ricorda
un grosso pesce. Altra particolarita' dell'isola sono grandi cactus
(saguari) che a quanto pare trovano in questo luogo arido e battuto
dai venti un buon abitat per prosperare. Sulla "riva" dell'isola
mangiamo un veloce spuntino, perparato dalla nostra cuoca personale,
Rosa maria, che fa parte dello staff di assitenza oltre ai due conducenti
delle grosse Toyota, e che anche nei due giorni successivi ci deliziera'
con le sue ricette preparate oltretutto con pochissimi mezzi ed ingredienti.
Lasciamo l'isola puntando verso sud; dopo circa 60Km usciamo dal Salar
e ci inoltriamo lungo una pista tortuosa e con tratti di tole-ondulee
(la tremenda ondulazione causata dal transito di molti veicoli sulla
sabbia, che ci tormantera' spesso anche nei giorni successivi).
Verso le 17.00 arriviamo al piccolo villaggio agricolo di San Juan,
dove troviamo alloggio un un spartano ma accogliente rifugio-ostello,
dove consumeremo una buona cena riscaldati dalla legna di cactus che
brucia nel caminetto.
26-AGOSTO - EPILOGO - OGGI venerdi' 26
agosto 2005... qui finisce la nostra avventura; alle 10.00 l'efficiente
spedizioniere Transmec ci ha accompagnato all'interporto di S.Bernardo,
alla periferia sud di Santiago. Un ultimo colpo di scena negli ultimi
15Km di viaggio: la Honda 600 di Andrea si ferma con un rumore di ferraglia.
Il pignone ha perso completamente tutti i denti e gira a vuoto sulla
catena! Visto che mancano solo 8Km al container, si risolve velocemente
trainando la moto con la KTM del capogruppo.
Arrivati nel piazzale dell'interporto, viene depositato ai nostri piedi
il contenitore da 20', ed una squadra di esperti operai ci aiuta ad
imballare ed assicurare saldamente le moto alle paratie.. una ultima
foto ricordo e torniamo in citta', domani ci attendo il volo Iberia
che in 13 ore ci riportera' in Europa..
26-AGOSTO - FINO A SANTIAGO - Ciao a tutti,
questo e´ l´ultimo capitolo di questa avventura, purtroppo!
2 GIORNI FA, martedi' 23 agosto 2005, abbiamo iniziato il lungo trasferimento
verso Santiago, lungo la famosa Panamericana Ruta 5. La strada, in ottime
condizioni e con poco traffico, si snoda attraverso l'arido deserto
di Atacama. Questo e' il luogo píu' arido della terra, e si calcola
che non piova sulle grandi dune pietrificate che compongono lo spettrale
paesaggio da circa 400 anni!
Superata Calama, si giunge nei pressi della costa pacifica, sfiorando
la periferia di Antofagasta, anonimo terminal portuale dell'industria
mineraria. Poco oltre, circa 30Km a Sud, ci fermiamo per la classica
foto di gruppo alla Mano del Desierto, scultura raffigurante una grande
mano che emerge dalla sabbia, molto nota tra i motociclisti a seguito
di una spedizione di Edi Orioli in Cile di qualche anno fa.
Ancora lunghissimi rettilinei tra la sabbia, e finalmente giungiamo
nel grazioso villaggio di pescatori di Taltal, una vera oasi marittima
in mezzo a tanta aridita', giusto in tempo per ammirare lo stupendo
tramonto sulla baia.
IERI Mercoledi' 24 agosto 2005, ci svegliamo cullati dal suono della
risacca, ed il cielo e' grigio di umidita' trasportata sall'oceano.
Giusto il tempo di percorrere i 22Km che ci ricollegano alla Panamericana
ed il sole e' di nuovo splendente ed impietoso nel deserto. La strada
di oggi e' pero' piu' movimentata, si attraversano grossi canyon ed
ampie vallate, e mano a mano che passano i Km e scendiamo di latitudine
appaiono, prima sporadici e poi sempre piu' numerosi, piccoli cespugli,
cactus, e poi anche alberi e erba verde e splendente.. siamo usciti
definitivamente dal deserto, proprio alle porte di La Serena e Coquimbo,
dove pernottiamo concedendoci una lussuosa sistemazione nel residence
Jardin del Mar, che si affaccia nel grande golfo delle due citta' gemelle.
OGGI giovedi' 25 agosto 2005, qualcuno di noi si concede un ultima corsa
fuoristrada sulla lunga spiaggia prima di partire per l'ultima tappa,
destinazione Santiago del Cile. Il tempo promette pioggia e dai grossi
nuvoloni neri cadono a tratti piccole goccie.. ma la sorte ci e' favorevole
mentre corriamo veloci sulla autostrada a 4 corsie, in mezza giornata
copriamo gli ultimi 460Km ed arriviamo felicemente a Santiago; il grande
viaggio e' concluso, abbiamo percorso in totale 5890Km da Lima.
UN SALUTO A TUTTI I LETTORI DI QUESTO DIARIO
LIVE DI EL CONDOR 2005... E ARRIVEDERCI ALLA PROSSIMA AVVENTURA!
Andrea Cristani - capogruppo El Condor
2005

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